alley hop birra bellazzi

Alley Hop Double IPA Birra Bellazzi

Alley Hop non è solo una Double IPA. E’ un Dream Team di luppoli che punta direttamente a canestro.

Double IPA o Imperial IPA che dir si voglia, Alley Hop è una birra che fa del luppolo il suo ingrediente di punta. Questa “birretta di pregio” (sic.) è brassata da Birra Bellazzi, ex beer firm bolognese recentemente convertitasi a birrificio. Di questa inusuale squadra cestistica chiamata Dream Team American Hops fanno parte Columbus, Centennial e Simcoe. Sono loro il tridente che cerca di portare a casa il risultato con un impegnativo e clamoroso slam dunk. Ci riuscirà? Scopriamolo Assieme!

Bottiglia da 33 cl, 8.5% abv, lotto 16003.

Schiuma

Copiosa e cremosa, di colore beige; trama a grana mista, persistente e aderente.

Colore

Brunastro luminoso con velatura ambrata; aspetto limpido e vivace frizzantezza.

Aroma

Ovviamente sono i luppoli a dare il benvenuto. La loro presenza è netta ma è parimenti evidente l’impianto maltato (caramello, zucchero) che ne sorregge il peso. Intensità leggermente sottotono. Alley Hop ha bisogno di riscaldarsi a prima di entrare in partita. In posizione di testa si colloca il curaçao, seguito da un corpo di crosta di pane, frollino, caramello e zucchero candito. Il cuore risveglia vecchi ricordi, quelli dolci e felici della Domenica, del cioccolatino ubriaco (Rum) aromatizzato alla scorza d’arancia regalato dalla pasticceria di turno. Piacevole.

Gusto

La prima sorsata scende giù con facilità, ammorbidita dalla dolce presenza di alcuni zuccheri. La loro presenza verrà successivamente mondata dal finale secco, laddove questa IPA ipertrofica sfoggia tutti i suoi muscoli. Nel mentre si vanno susseguendo sensazioni gustative agrumate e resinose. Non c’è grande intensità, né tanto meno la freschezza che si desidera da una vera spremuta di luppolo. In compenso c’è grande equilibrio: l’impianto maltato consente all’abbondante amaro di spalmarsi lungo l’intera sorsata, evitando così di risultare eccessivo. Una volta dissipate le bollicine si avvicendano i summenzionati descrittori maltati e agrumati. L’intera sorsata è continuamente incalzata dall’alcol di sottofondo, che sostiene il team e lo esorta a darci dentro. Il massimo momento di suspance si raggiunge a fine corsa, quando il timido luppolato tira fuori orgoglio e resinosa. Finale secco grazie all’impronta alcolica. Carbonazione presente, corpo medio e mouthfeel morbido e tondeggiante. Retrolfatto con tracce di acetone e liquori (Martini Bianco, spirito alle erbe). Comune.

Nonostante una squadra (sulla carta) imbattibile, Alley Hop fa cilecca. Non solo sbaglia il suo più sorprendente slam dunk ma fallisce anche nel portare a casa il risultato.

  • Aspetto
  • Aroma
  • Gusto
3.5
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5 (1 vote)

2 commenti

  1. I giudici di Birra dell’anno non concordano direi…

  2. Matteo Malacaria

    Ho visto e ovviamente mi congratulo con Birra Bellazzi.
    Indico il numero di lotto proprio per questo. Non è detto che il lotto da me assaggiato e quello presentato a Birra dell’Anno siano gli stessi. Così come non è detto che la mia recensione sia il giudizio assoluto.

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