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AgriPanificio Santa Lucia: tra pane solido e liquido

L’AgriPanificio Santa Lucia è il regno dei lievitati: qui il pane cafone è re mentre la birra artigianale è regina.

In occasione dell’ennesimo viaggio a Napoli ho fatto visita all’AgriPanificio Santa Lucia (Via Ponte dei Cani 107, Marigliano, NA). Una bella scoperta. Non solo per la bontà del cibo ma anche per la presenza di birra artigianale. Partiamo dalla location. Marigliano è un comune localizzato a pochi km da Napoli, circondato dalla campagna. Una campagna gravida, ricca di prodotti della terra. In questo scenario bucolico si trova l’AgriPanificio Santa Lucia, avviato come panificio e diventato oggi un punto di riferimento per gli amanti del cibo. A portarlo alle luci della ribalta sono stati i goliardici post sui social network, gli stessi che mi hanno consentito di conoscerlo.

Non esiste cosa che farina e lievito non siano in grado di fare assieme.

A rendere speciali i prodotti dell’AgriPanificio è l’impiego di prodotti di propria coltivazione. Tra questi il pomodoro, lo stesso che dà vita alla salsa di pomodoro. Ma anche ortaggi di stagione e frutti rossi. E poi la farina, prodotta da un vicino Molino. Per non farsi mancare nulla l’AgriPanificio si cimenta anche nella produzione di pasta, la stessa utilizzata per preparare i primi piatti. Ma la specialità è il pane, qui chiamato “pane cafone”: un connubio di profumi e sapori d’altri tempi, la cui unione è celebrata dal lievito madre. Purtroppo durante la mia visita avevano già finito i cuzzitielli al ragù, ovvero i bordi croccanti del pane cafone farciti con diversi ingredienti – il classico è con sugo di ragù e polpette.

Non è un pic-nic ma poco ci manca.

L’ampio parcheggio consente di accedere agevolmente al locale senza bisogno di ricorrere a parcheggi selvaggi. All’esterno ci sono l’orto, un piccolo giardino e qualche tavolo a sedere. Poi, sempre all’esterno ma al coperto, trovano spazio una struttura di legno agghindata con piante, fiori e illuminata da luci calde e confortevoli. Sembra di stare su un lido da mare, con la differenza che al posto del mare c’è la campagna. Ma se l’esterno è bello è all’interno che l’AgriPanificio sfoggia il meglio di sé. In un ambiente che richiama l’aspetto esterno trovano spazio numerosi complementi d’arredo in legno e ceramica, assieme a numerosi oggetti d’antiquariato. Alle spalle trovano spazio la cucina e il forno a legna, mentre sulla parte frontale ci sono il bancone e le birre, alla spina e in bottiglia.

Finalmente si mangia!

Tra menù standard e menù speciale c’è l’imbarazzo della scelta. Si spazia da primi piatti, secondi piatti di carne, pizza e panini. Per ingannare l’attesa mi sono concesso una pizza nel ruoto – il ruoto è il piatto di metallo in cui la pizza è fatta cuocere. Di fatto è una pizza più rustica di quella tradizionale. Ho assaggiato la Marinana con acciughe, salsa di pomodoro e pomodorini. L’impasto è consistente, sotto i denti scrocchia che è una bellezza ma rimane leggerissimo. E la farcitura è generosa. Il binomio tra acidità del pomodoro e sapido delle acciughe rende onore alla base di cereali. Il marchio di fabbrica è sempre quella delle farine poco raffinate, autoctone e di elevate digeribilità. La differenza con le farine tradizionali si evince già alla vista, con un colorito bruno. Ma anche a livello di consistenza e sapore: oltre alla piacevole croccantezza sotto i denti l’impasto si contraddistingue per il sapore rustico. Un sapore d’altri tempi. Per me è stato un salto indietro ai tempi della nonna.

Un post condiviso da Matteo Malacaria (@mattobirraio) in data:


Mi faccio tentare dai paninazzi e opto per un “Nero Casertano“, che vorrebbe onorare il suino nero autoctono. Assieme a lui ci saranno pancetta, rucola, pomodoro essiccato, patate al forno, scaglie di parmigiano e provola.

Un post condiviso da Matteo Malacaria (@mattobirraio) in data:


Ne risulta un esemplare a più piani. A provola e patate il compito di innescare l’alchimia tra i suoi ingredienti. Ma questo panino compie una magia. Ebbene sì, perché in mezzo a questa montagna colossale a fare la differenza è proprio il pane: profumato e saporito, croccante e straordinariamente leggero.

Dal pane solido al pane liquido.

Un post condiviso da Birramoriamoci (@birramoriamoci) in data:


Da bere ho notato la presenza di un paio di referenze artigianali. Ci sono le birre del birrificio Okorei, sito a due passi di distanza, e quelle di BarbaNera, giovane beer firm di Cavallirio (NO). Ho optato per La Bigiata, birra in stile Saison. L’ho trovata più in forma del mio primo assaggio ma anche stavolta non sono rimasto affascinato. Ho anzi il sospetto che la sua versione ideale sia quella alla spina. In bottiglia risulta un po’ piatta, con una presenza delle spezie – in particolare il coriandolo – più che accentuata. In compenso ha una chiusura discretamente asciutta che ne preserva la beverinità e una decisa acidulità a garantirne la freschezza.

Servizio celere, di quelli che ti siedi e il cibo e le bevande arrivano al tavolo prima di te. E poi che cortesia! C’è chi prende le ordinazioni, chi le bevande, chi si prodiga in consigli luculliani per imparare a conoscere la filosofia della cucina. Il conto ha evidenziato prezzi leggermente sopra la media. Soprattutto hanno inciso i prezzi delle birre che, pur allineati col mercato, rendono ancora più difficile convincere l’avventore non affezionato a preferire la birra artigianale a una qualunque, economica birra industriale.

C’è tanto di buono all’AgriPanificio Santa Lucia. Pane, pizza e panini. Tutti portano la firma inconfondibile di un impasto fatto con farine poco raffinate e lievitate con lievito madre. E poi c’è la birra artigianale, immancabile compagna di pasteggio.

Conoscevi anche tu l’AgriPanificio Santa Lucia? Cosa hai assaggiato di buono?

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