a l'ancienne gueuze tilquin

a l’Ancienne Oude Gueuze Tilquin

A l’Ancienne è la birra di bandiera della Gueuzerie Tilquin, specializzata nel blend di Lambic di età diversa.

La birra di oggi è un vero e proprio gioiello chiamato a l’Ancienne. La produce la Gueuzerie Tilquin, birrificio belga che definire birrificio è riduttivo. Questa blenderia (da blend, ‘miscela’) produce solo birre a fermentazione spontanea (Lambic) di età variabile da uno a tre anni, facendole prima maturare in botti di rovere o di quercia, dopo rifermentandole in bottiglia o barile. A l’Ancienne non sfugge a questo felice destino ma sfocia nel mondo delle Geuze, birre ottenute dal blend di Lambic di età differente. La cosa singolare è che, essendo Tilquin un blender, il Lambic utilizzato proviene da altri birrifici (Boon, Lindemans, Girardin e Cantillon – mica micio micio bau bau! – ma fermentati all’interno delle mure del birrificio.

Tre le birre prodotte di cui a l’Ancienne è la birra di bandiera.

La Gueuzerie produce tre birre, tutte Gueze. Old Quetsche viene prodotta aggiungendo prugne fresche e snocciolate dopo la fermentazione spontanea, successivamente rifermentata in bottiglia per un periodo di almeno 4 mesi. Gueuze Version Fut, più leggera (4.8% abv), viene rifermentata in botti, fusti di acciaio o keykeg ed è prodotta con Lambic di età tra uno e due anni. Infine c’è la birra di oggi, la bandiera, rifermentata in bottiglia per almeno 6 mesi. E’ prodotta secondo il metodo originale della Gueuzerie, o per dirla meglio a l’Ancienne (‘all’antica).

Bottiglia da 37,5 cl, 6.4% abv, anno 2015 (scadenza 2024).

Schiuma

Il tappo aveva fretta di uscire, difatti è bastata una leggera pressione col pollice affinché venisse via. Cappello modesto ma di eccezionale persistenza e aderenza; trama fine, colore avorio e aspetto pannoso.

Colore

Tra l’ambra e l’oro antico, dalle sfumature ramate; aspetto perfettamente limpido.

Aroma

Avvicini il naso all’orlo del bicchiere e… Chapeau! C’è un botto di roba nel bouquet olfattivo di questa a l’Ancienne, eppure è tutto gestito in maniera impeccabile, risultando composto ed elegante. Svetta l’acetico (aceto di mele) con ricordi di cartone bagnato, uva bianca e Martini Bianco. Il corpo invece sembra il Vaso di Pandora. L’acetico di succo di mela continua il filone precedente. Poi arriva un delicato lattico (yogurt, primo sale, provola di latte). Quindi il pan di spagna ubriaco di una torta alle creme. Infine una sensazione bruciacchiata che mi ha ricordato la carne alla piastra. Il cuore ha il colore rosso, lo stesso dei frutti (ciliegie e amarene sotto spirito) e degli acini di uva fragola. Affondare le narici nel bicchiere è un errore: pur nella sua modesta gradazione alcolica questa birra possiede un caratterino “piccante”. L’ebrezza alcolica è ben celata ma dopo un’approfondita indagine olfattiva emerge sotto forma di Brachetto (spumante dolce). E poi c’è il Belgio, tra il terriccio polveroso e il formaggio stagionato. C’è addirittura una sfumatura zesty che ricorda la scorza d’agrumi (limone), probabile influenza della sorella più giovane. Lussuosa.

Gusto

L’ingresso in bocca è docile. Rispetto a un Lambic le bollicine dovrebbero essere tante ma a  quanto pare si sono dissipate. A livello di ricchezza il gusto  non ha nulla da invidiare all’appena descritto bouquet olfattivo. Si rinviene una maggiore consistenza dei malti chiari, praticamente assenti al naso. Saranno loro a infondere delicate note di mollica di pane, pan di spagna, pandoro, miele di acacia. Dominante la nota caliente di Rum, lo stesso che richiama alla mente la bagna aromatica di un Babà napoletano. Dopodiché è la volta della frutta: melone retato, arancia dolce, pesca bianca. Qui sono evidenti anche le prugne. Chiusura clamorosamente secca, che ripulisce ogni traccia residua meglio di una squadra di netturbini. Finale incredibilmente, quasi astringente, con l’acido che sfodera le lame e pizzica la lingua ai lati. La sfumatura zesty percepita al naso diventa qui ben più evidente, affiancando i tannini e dando una secchezza paurosa. Corpo medio e mouthfeel setoso. Retrolfatto che mostra tutto l’aspro delle prugne, retrogusto tannico. Regina.

A l’Ancienne è un miracolo allo stato liquido. Al suo interno c’è di tutto eppure non ha una virgola fuori posto. Che si tratti di acido acetico o lattico, di liquore, bollicine, frutti o malti, in lei ogni elemento raggiunge la perfezione, in una condizione di pace col mondo.

Conoscevi la Gueuzerie Tilquin? Hai mai assaggiato la sua a l’Ancienne?

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