shepherd neame tour guidato

Shepherd Neame: il più vecchio d’Inghilterra

Shepherd Neame è il birrificio più vecchio di tutta l’Inghilterra. Vi sono stato in visita guidata, degustazione annessa.

Sono stato in visita al birrificio inglese Shepherd Neame. L’ingresso a noi comuni mortali è proibito da tempo, per cui ho dovuto ripiegare su un tour guidato. Dimensioni e volumi produttivi lo collocano lontano da qualunque micro italiano. A dirla tutta, anche rispetto a molti birrifici inglesi può permettersi di fare la voce grossa. Non è quindi un luogo che trasuda passione. Ma stiamo pur sempre parlando del birrificio più vecchio di tutta l’Inghilterra. Una visita se la merita tutta.

Siedi e rilassati: lo spettacolo sta per iniziare.

Il tour inizia con un video introduttivo. A parlare è Jonathan Neame, membro della quinta generazione della famiglia Neame. Shepherd Neame nasce nel 1698 ma già nel 1547 erano presenti tracce di un birrificio nella medesima area. E la birra? Quella c’era da ancora prima: i monaci medioevali avevano iniziato a produrre birra come alternativa all’acqua insalubre. Il birrificio offre oggi lavoro a ben 300 persone, numero che rende Shepherd Neame il principale datore di lavoro di tutta Faversham. A queste vanno aggiunti i 260 pub disseminati tra Kent, Londra e in generale il meridione dell’Inghilterra. Molti di questi occupano locali storici oggetto di tutela da parte del National Trust.

57 le birre: 50 ale, 7 lager.

Shepherd Neame è legato all’alta fermentazione ma le basse fermentazioni hanno recentemente riscosso successo. La primogenita in particolare: Spitfire. A questa hanno fatto seguito la Whitstable Bay Lager, mentre le rimanenti sono ricette prodotte su concessione. Si tratta di famosi brand internazionali: Samuel Adams (USA) e Asahi (Giappone) i nomi più noti ma ci sono anche birre di Cina, Svizzera e Olanda.

Non chiamatelo “solo” birrificio, si offenderebbe.

Alla Shepherd Neame ci tengono a sottolinearlo: si tratta del primo birrificio fuori Londra ad aver impiegato macchine a vapore. Durante il tour vengono snocciolate date e dettagli produttivi. Interessante apprendere che che ogni cotta misura nientepopodimeno che 72 milioni di pinte. E il birrificio possiede 58 fermentatori delle medesime dimensioni. Una banale moltiplicazione chiarifica i volumi produttivi. Ancora più interessante è apprendere che la suddetta quantità viene mediamente lavandinata ogni anno per via di infezioni.

E’ tempo di cambiamenti in casa Neame.

Il primo riguarda i tini di ammostamento: dopo 100 anni di onorato servizio è giunto il momento di sostituirli. Recente anche l’introduzione di una pilot brewery, impiegata per la “piccola” sperimentazione – 10 milioni di pinte – le birre celebrative (stagione del raccolto, Natale, Halloween) e quelle legate a eventi sportivi. Volumi da industriale ma impianti originali e filosofia ancora relativamente artigianale. Shepherd Neame è un bel miscuglio di cose.

Arriva il momento tanto atteso: la degustazione guidata.

Non sembra vero: i miei 11 compagni di tour, finora passivi, improvvisamente si animano. Ci hanno offerto sei diversi assaggi, sia alte che basse fermentazioni. Si parte proprio con una di queste ultime, la Whitstable Bay Lager. Posso già anticipare che tra tutte è stata quella col migliore profilo aromatico: erbaceo, leggermente speziato e con una vaga presenza di frutta. Tocca poi alla Samuel Adams. Al naso tanto caramello e un ricordo di agrumi. In bocca è particolarmente vivace, maltosa ma anche fruttata (polpa e bevanda edulcorata). Si passa alla Spitfire Gold. Aroma delicato ma dalla forte presenza luppolina. La nota di testa è il caramello, così intenso da dare l’impressione di avere tra le mani un Twix. In bocca è morbida, fragrante e leggermente tostata.

Evvai, la degustazione continua!

A seguire Master Brew. Elogio di malti, contorno di frutta a picciolo digestivo (Sherry). In bocca è completamente diversa. Qui il malto vira verso il tostato (nocciola, noci, toast, caffè). Finale secco e dissetante, delicatamente aspro di agrumi. Dolcissima la Bishop’s Finger. Naso goloso con note zuccherine di frutta in polpa e stone-fruit. Nel bouquet anche correnti tostate e alcoliche. In bocca è leggiadra e gustosa, con note di toffee e cioccolato. Finale secco di alcol. Queste due birre, assieme alla Spitfire, sono le uniche a marchio Shepherd Neame brassate esclusivamente dentro il birrificio. Le altre vengono anche prodotte esternamente su licenza.

L’ultimo assaggio è nero come la notte.

Double Stout è tostata ma soprattutto tanto torrefatta (caffè, cioccolato fondente), con una variante affumicata (speck). La Regina d’Autunno (castagna) si affaccia un attimo a salutare. Esuberante di bollicine in bocca, amarissima da tostature, con cacao e caffè in polvere in stato di grazia. Chiude secca e ripulente, con cacao e caffè a stuzzicare la lingua.

La visita alla Shepherd Neame mi ha consentito di osservare da vicino questo storico birrificio inglese. Incredibile ma vero: l’anima è ormai industriale ma resistono ancora baluardi di artigianalità.

Conoscevi il birrificio Shepherd Neame? quali delle sue birre hai assaggiato?

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