Revelation Cat, parte seconda. Ancora una vagonata di etichette birrarie

Torniamo a parlare del birrificio Revelation Cat, in particolare delle sue splendide etichette birrarie. Dopo la prima parte, dedicata esclusivamente alle birre straluppolate della Hop Series, tocca alle altre tre serie: Continental, Imperial e Session. Questa volta, quindi, avremo di fronte una platea più eterogenea ma, come si usa dire…cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Ovvero, anche se le serie sono differenti,le etichette continuano a mantenere una grafica eccezionale. Ho già realizzato l’introduzione al birrificio nell’articolo precedente, per cui lanciamoci immediatamente all’assalto delle birre.

DRY-HOP-THRILLER

Sono quattro le birre che fanno parte della Session Series. La prima di queste è la Dry Hop Thriller, chiaramente riferita al processo di dry hopping (luppolatura in fase di fermentazione), impiegata per mantenere il più possibile la freschezza e l’aroma del luppolo. In questo modo, la birra avrà un odore così intenso da convincere perfino i morti viventi di avere una ragione per tornare in vita. Si tratta di un’American Pale Ale, molto beverina nei suoi 4,5 gradi alcolemici.

TAKE-MY-ADWEISSE

Riprende l’idea di una gateway beer, ovvero quella di accompagnare il bevitore appassionato, indicando in questo caso la strada verso il campo di luppolo, la Take My Adweisse. Si tratta di un’American Wheat (birra di frumento americana). Nata per gli amanti delle birre di frumento, si lascia ammaliare dall’eleganza del luppolo, che ne costituisce elemento importante. Inusuale, da provare!

LITTLE-LOVER

Il protagonista di questa birra, stranamente, non è il luppolo!“. è così che inizia la descrizione sul sito Revelation Cat. La Little Lover è una birra “scura” da 4,5% abv, classificata come Sweet Stout (o Sweet Bourbon Milk Stout, sempre che si preferisca l’inquadramento stilistico al sapore). Sarò di gusti un pò macabri, o forse è la memoria delle giornate passate davanti ai videogame di Resident Evil e simili, ma questa è la mia etichetta preferita. De gustibus!

FLIP-WIRE

Se Little Lover è la mia preferita, devo ammettere che la Flip Wire se la gioca alla grande. Si potrebbe dare un ex equo, ma nella vita bisogna prendere delle (difficili) decisioni. Dopo innumerevoli birre di ispirazione americana, ecco che salta fuori una birra dall’animo tedesco. In stile Helles, con un corpo da 5,4% abv, si tratta di una birra a bassa fermentazione prevalentemente dolce, rotonda ma non abboccata. E con questa si chiude la carrellata delle birre “sessionable”.

THOUSAND-MILES-GLARE

Dalla Hop Series passiamo alla Continental Series, con questa Thousand Miles Glare, che riprende la vecchia moda dei videogiochi punta&clicca e degli enigmi tanto amati da quello scavezzacolli sciupafemmine di Indiana Jones, alla perenne ricerca di tesori (e di guai). Lo stile? Si tratta di una Bock!

INTERGALACTICA

Ed ecco Intergalactica, sorella maggiore della Thousand Miles. Si tratta infatta di una particolare Tripel Bock che “racchiude i due stili più amati dai bevitori: il lievito da Tripel e malto da Bock“. Etichetta a metà strada tra il videogame/telefilm BattleStar Galactica ed il celebre film Guida Galattica per Autostoppisti.

DEATH-STAR

Si rimane nello spazio con la Death Star, prima della serie Imperial. Ben 13 gradi alcolici sono contenuti in questa birra, definita una Imperial Sweet Stout e destinata ad essere sorseggiata, con parsimonia, dopo pasto. L’immagine è chiaramente quella della Morte Nera, astronave della celebre saga di Guerre Stellari.

SPEED-KING

Last, but not least (ultima, ma non meno importante) la Speed King che, giusto per rimanere in tema di film celebri, si riferisce alla DeLorean, l’automobile capace di viaggiare nel tempo con cui Doc e Marty McFly ne hanno combinate di cotte e di crude nella serie Ritorno al futuro. Un’Imperial Porter di ben 14 gradi alcolici (la birra in assoluto più alcolica che conosco!). Fatevi fuori una intera di queste, e allora si che viaggerete nel tempo (e nello spazio)!

Finisce così il viaggio nel fantastico mondo Revelation Cat, ma si sa: ogni fine è il principio di un nuovo inizio. Per cui vi rimando al prossimo appuntamento con l’assaggio di queste birre, che spero avverrà presto. Come sempre, vi invito a votare per la vostra etichetta preferita. Chi vincerà questa volta?

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