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Pub inglesi: vissuti e bevuti da un italiano

I pub inglesi sono un’istituzione. Sono loro l’emblema della birra artigianale nel Regno Unito. Ma cosa nascondono di così speciale? Ho indagato e…

Ho da poco finito di trascorrere il mio secondo mese in Regno Unito. Quello che prima sembrava bello adesso mi appare per ciò che è veramente: fan-ta-sti-co! Lo ammetto: i miei occhi sono ancora troppo eccitati per giudicare senza trasporto tutto quello che stanno osservando ma contemporaneamente la mia capacità di giudizio, prima in letargo, ha iniziato a risvegliarsi. Sto acquisendo consapevolezza riguardo tutto ciò che mi accade intorno. E’ giunto allora il momento di fare qualche riflessione sul mercato della birra nel Regno Unito. Lo faccio alla luce delle mie ultime esperienze: due importanti eventi birrari e una serie pressoché infinita di assaggi di ogni genere. Il tutto assumendo come inevitabile metro di paragone la birra artigianale italiana.

Partiamo dall’origine: i pub inglesi.

E’ fantastico vedere come il pub sia veramente un’istituzione. Non è semplicemente un locale, come in Italia, dove bere o mangiare. Mangiare… bé, ecco la prima differenza: qui in UK difficilmente al pub si trova qualcosa da mangiare e ancora più raramente si trova qualcosa di BUONO da mangiare. Di birra, invece, ce n’è, tanta. Praticamente a fiumi. E di quella buona buona per di più. Ma non è per bere che le persone vanno in un pub inglese – o perlomeno non principalmente per questo. E’ prima di tutto per rilassarsi, per lasciarsi alle spalle la fatica di una giornata di lavoro prima di tornare a casa; è il luogo perfetto per incontrare gli amici e partecipare all’evento giornaliero. Tutto questo rende il pub il centro nevralgico della birra artigianale inglese e questo spiega perché la principale strategia di espansione dei birrifici locali – dicesi marketing – è quella di acquistare un proprio pub. E poi un altro. E un altro ancora. Così via dicendo fino a quando il mercato ne richiede.

Ogni ora è buona per bere, dissero. Si sono presi sul serio.

C’è ovviamente un orario di punta – il pomeriggio post-lavorativo – ma per bere non si ha bisogno di guardare l’orologio: è sempre “beer o’clock”. Una “regola” che qui venerano tutti. Con ciò che comporta, onori e oneri. Gli onori: la birra – complice la bassissima gradazione alcolica che contraddistingue la produzione locale – è diventata bevanda nazionale, sdoganata da tanti pregiudizi. Oneri: c’è anche una parte di consumatori senza freni che approfitta della cosa per affogarsi nell’alcol molto tempo prima che giunga la sera. L’alcolismo è un problema più che attuale. Non per nulla si è deciso di bandire il consumo di bevande in orario notturno, obbligando alla chiusura di tutti i locali pubblici. Pub compresi.

Dici pub e pensi alla cultura birraria. Ma…

Sulla cultura birraria mi permetto di dire che in Italia ce la caviamo meglio. Nel Belpaese c’è un livello di attenzione maniacale ai limiti del nerdismo. Sul livello di pulizia di impianti e locali non c’è paragone e anche sull’attenzione ai dettagli e alla qualità del servizio direi che l’Italia si trova non una ma due spalle sopra. Anche in UK non scherzano: con o senza sparkler – “tappo” per mescere una pinta con o senza cappello di schiuma – l’ossessione per la pinta perfetta non manca mai. Famosi i tempi biblici che separano l’assetato consumatore dalla sua sospirata bevanda. Ma il tempo, si sa, non è tutto.

Dettagli, pulizia, bicchiere di servizio adatto per ogni stile birrario. Un pub è questo.

Ma soprattutto è spiegare al consumatore di che birra si tratta: stile, caratteristiche, birrificio che la produce, aneddoti e curiosità relative. Qui, nella maggior parte dei casi, ci si limita a una breve degustazione. Noi italiani – complice un mercato “vergine” che abbisogna di essere istruito – sappiamo che per farla bere la birra artigianale la dobbiamo prima di tutto saper presentare. E allora ne raccontiamo vita, morte e miracoli, dicendone a volte di tutti i colori. O forse siamo semplicemente un inguaribile popolo di ciceroni.

Sulla birra nel Regno Unito ho ancora tante cose da dire ma i pub inglesi meritavano la priorità. Li amo, questo è poco ma sicuro. Ed è forse proprio per il suo fascino che ho sempre preferito, in cuor mio, la birra artigianale al vino.

Cosa ne pensi? condividi i miei punti di vista o c’è qualcosa che non ti convince? Di’ la tua!

 

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