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Donne e birra. Passione in carne e… bollicine!

Continua l’approfondimento dedicato al rapporto tra donne e birra. L’impressione generale è che la birra artigianale abbia fatto breccia nel cuore del gentil sesso. Ed il genere maschile, che era sicuro di detenere il primato, cosa combina?

donne-e-birra-passioneNella prima parte dell’articolo non mi sono potuto esimere dall’esprimere un’impressione entusiasticamente favorevole al crescente apprezzamento della birra artigianale da parte delle donne; del resto, avremmo dovuto accorgercene da tempo che le donne sono fatte per la birra. La storia insegna: presso i Sumeri – popolo al quale è attribuita la nascita di questa bevanda – erano proprio le donne ad avere il diritto esclusivo di praticarne il commercio e la vendita. Successivamente, presso i Greci, la birra veniva offerta in tributo alla dea Cerere, divinità materna della terra e della fertilità.

Nel tempo le dinamiche di consumo associate alla birra, unite a (pre)concetti di derivazione culturale e sociale, hanno determinato l’aumento del divario di consumo tra il pubblico di genere maschile e femminile, a netto favore del primo. Oggi le cose stanno cambiando – meglio, sono già cambiate – ed esistono le “prove”: alla luce di nuovi dati, che danno crescente il consumo femminile di birra, quella che era una semplice impressione diventa un dato di fatto.

Ebbene sì: la donna si scopre più vicina a questa bevanda (molte la preferiscono addirittura al vino) di quanto si possa immaginare, e sempre maggiore è la propensione al consumo da parte del gentil sesso. I numeri parlano chiaro: rispetto a 10 anni fa il numero di donne consumatrici è cresciuto del 25%  pari a 6 donne su 10. Un approccio tra donne e birra a dire il vero ancora piuttosto “organizzato” e tradizionalista, visto che il consumo lontano dai pasti è confinato ad un misero 4,9% (rispetto al 14,7% degli uomini), preferendo di gran lunga il consumo tra le mura domestiche in accompagnamento ai pasti. Il ristorante, invece, va per la maggiore solo nel week end e nei giorni di festa.

Senza ombra di dubbio, il principale tallone d’Achille del rapporto tra donne e birra è ancora oggi la convinzione che la birra faccia ingrassare – non c’è dubbio che, tra i due sessi, quello più “preoccupato” della propria linea è quello femminile. A voi dico, anzi lo grido, la birra (artigianale) è una bevanda salutare! Che senso avrebbe, altrimenti, chiamarla pane liquido?

 Allo stato attuale delle cose non è possibile fare previsioni sull’evoluzione delle modalità di consumo di birra da parte del pubblico maschile e femminile. Sono sicuro, però, che la cosa creerà competizione – cosa che aiuterebbe ad accrescerne il consumo e la diffusione. E chissà, potrebbe essere la “scusa” per migliorare i turbolenti rapporti tra i due sessi, che trovano sempre il modo per attaccar briga reciprocamente; laddove non possono altri arriva la birra a compiere miracoli. Ma forse sto semplicemente lasciando correre troppo la fantasia…

Come cambierà il rapporto tra donne e birra? in che modo il mercato birrario potrà adeguarsi?

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