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Crowdfunding, crowdsourcing e IPA

Crowdfunding e Crowdsourcing, questi sconosciuti. Ecco svelato il significato di “finanziamento dal basso” e “saggezza della folla”. A suon di birra!

In questi giorni sto sbattendo la testa su una tesi di laurea che parla di Crowdfunding. Questo termine inglese è oggi famoso in tutto il mondo, anche in Italia. Di cosa si tratta? In due parole: crowd (‘folla’) e funding (‘finanziamento’). Altro non è che una raccolta finanziaria che coinvolge un’ampia massa di persone. E’ simile a una colletta, per intenderci. Ma è molto di più.

Il successo del Crowdfunding è – rullo di tamburi – Internet!

A determinare il successo del Crowdfunding non è il cosa ma il come. In qualità di piattaforma abilitante, Internet assolve a molteplici funzioni: pubblicizza il progetto destinatario del finanziamento, favorisce il coinvolgimento della folla – il ‘crowd’ – e partecipi gli investitori sullo stato di avanzamento dei lavori, in tempo reale. Nelle retrovie ci sono i social network, incaricati di diffondere il verbo.

Quello che pochi sanno è che il Crowdfunding è una delle forme di Crowdsourcing.

Crowdfunding sta a “finanziamento dal basso” come Crowdsourcing sta a “saggezza della folla”. Ti faccio un esempio. L’azienda “La Qualunque” ha bisogno di un nuovo video pubblicitario. Anziché ricorrere a un’agenzia – pagando fior di quattrini – lancia una campagna di Crowdsourcing: un concorso videografico aperto a tutti. Il miglior video verrà premiato con (probabilmente) denaro e utilizzato dall’azienda per i suoi scopi. Il Crowdsourcing ha almeno un paio di perché: qualità e risparmio. Qualità, perché molte teste lavorano probabilisticamente meglio di una (o poche); risparmio, perché un ingegnere con la passione del videomaking costa molto, molto meno di un professionista.

Nella mia tesi mi occupo di analizzare il caso BrewDog e il suo Equity for Punks, la campagna di Crowdfunding più remunerativa del mondo. Indagando ho scoperto che esistono un sacco di esempi di Crowdfunding nel settore della birra artigianale. Non solo. Anche sul Crowdsourcing c’è un sacco di roba. Tutto il mondo imprenditoriale è interessato a questo nuovo modo di fare impresa, soprattutto le aziende più giovani (start-up). I birrifici non sono da meno.

Ma non c’è bisogno di andare ai confini del mondo.

Anche in Italia si fa Crowdsourcing. Forse inconsapevolmente. Un esempio è quello del Birrificio Extraomnes e del forum Il Barbiere della Birra. L’etichetta della Chien Andalou è in tutto e per tutto un caso eloquente di Crowdsourcing. Di cosa si tratta? Bisognava creare l’etichetta della nuova birra firmata Extraomnes, chiamata Chien Andalou, prodotta in collaborazione con il forum. In una prima fase si è chiesto a tutti gli internauti, attraverso il forum e con il supporto dei social network, di creare l’etichetta sulla base di alcune linee guida.

E’ venuto fuori un concorso davvero niente male.

Un successone: ben 46 etichette pervenute. E siccome la fortuna aiuta i principianti, il risultato è stato doppiamente Crowdsourcing: anche il risultato del concorso è stato determinato dalla folla, chiamata a votare attraverso il forum.

Adesso il significato di Crowdsourcing e Crowdfunding, la loro relazione e le loro differenze dovrebbero esserti più chiare. Quello su cui vorrei farti riflettere sono le loro potenzialità nel settore della birra artigianale. Soprattutto per un mercato in espansione come quello italiano. Potrebbe essere la svolta.

E che c’entrano le IPA? Bé, come bomboniera di laurea ho fatto produrre una birra e ne ho realizzata l’etichetta. Si chiama “Join the crowd” ed è per l’appunto una IPA, acronimo di Innovative Pale Ale. Innovativa o meno, sono sicuro che sarà una Pale Ale coi luppoli in fiore.

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