crowdfunding-birra-w00tstout

Crowdfunding birra: la birra della folla

Hai mai sentito parlare di crowdfunding birra? E’ una forma di finanziamento dal basso, che fa del coinvolgimento della ‘folla’ il suo punto di forza.

Per farti capire di cosa stiamo parlando bisogna iniziare dalle basi. Cos’è il crowdfunding? L’etimologia del nome ci viene in aiuto: crowd sta per ‘folla’, funding per ‘finanziamento’. Crowdfunding, di conseguenza, è quello che in italiano conosciamo come “finanziamento collettivo”. Un modo per reperire risorse finanziarie chiedendo aiuto alle persone – in economia si chiama “finanziamento dal basso” – la cui partecipazione sovvenzionerà la realizzazione di iniziative individuali e organizzative.

Una volta era la colletta, oggi è una raccolta attraverso internet.

crowdfunding-birra-stone-brewing

Il punto di forza di questa modalità di reperimento di risorse finanziarie consiste sì nell’aiuto delle masse, ma soprattutto nella modalità di coinvolgimento delle stesse. E in questo la fa da padrona la Rete – con i social network a fare contestualmente da vetrina e megafono. E’ il luogo d’incontro ideale, una piazza brulicante di persone ove le persone si incontrano, si conoscono e infine, mosse da interessi più o meno simili, finiscono per essere coinvolti nel medesimo progetto di crowdfunding. L’utente chiamato in causa decide autonomamente se aderire o meno.

Un’opportunità così ghiotta che il mercato birrario non se l’è fatta scappare!

Per aderire ai progetti esistono piattaforme/portali appositamente dedicati allo scopo. Uno di questi, Indiegogo, è balzato agli altari della “cronaca birraria” per il suo diretto coinvolgimento nel crowdfunding birra. Hai presente la “colonizzazione” dell’Europa da parte dell’americana Stone Brewing? Be’, sappi che parte dell’investimento è stato coperto proprio attraverso il finanziamento collettivo su questa piattaforma. L’iniziativa ha raggiunto l’ambizioso – giusto per utilizzare un eufemismo – traguardo di un milione di dollari.

Perché aiutare un birrificio ad aprire un nuovo impianto, finanziandone l’investimento?

Santa passione per la birra artigianale, senza un tornaconto è difficile riuscire a tirare fuori il becco d’un quattrino. E allora Stone, “generosamente”, ha deciso di offrire un’ampia gamma di possibilità tra le quali scegliere, alla sua platea di finanziatori. C’è l’imbarazzo della scelta: si va dallo sconto (40-50%) sul marchandise ai buoni da utilizzare presso i ristoranti e i bistro di proprietà, passando per i voucher per l’acquisto di un’ampia gamma di birre collaborative (Brewdog, Maui, Dogfish Head, Alesmith, The Lost Abbey, persino l’italiano Baladin) nel generoso formato da 1,5 litri, nonché una birra celebrativa prodotta dal “geekessimo” trio Greg Koch (Stone), Drew Curtis (Fark.com) e Wil Wheaton (proprio lui, quello di The Big Bang Theory). La birra, chiamata W00TSTOUT 2.0, è una Imperial Stout prodotta con segale, frumento maltato e noci pecan, parzialmente affinata in botti di Bourbon. Non sono mancate, infine, visite agli stabilimenti produttivi, e la possibilità di essere birrai per un giorno. Dulcis in fundo, ila possibilità che il tuo nome venga inciso per l’eternità sugli impianti – un “autografo” pagato nientepopodimeno che 10 mila dollari!

Quello di Stone non è il primo, né tanto meno l’ultimo degli esempi di Crowdfunding birra. Di certo è uno di quelli che più ha fatto parlare di sé. Ed è perfetto per lanciare l’assist sul fenomeno. Lo conoscevi già? cosa ne pensi? quali altri esempi conosci? Parliamone!

0 Commenti

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

x

Check Also

brasserie sainte helene etichette

Sainte Helene Brasserie: la birra è donna

La Brasserie Sainte Helene elogia la bellezza femminile. Ricordo bene il primo incontro con la Brasserie ...