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Birra artigianale italiana. Bolla? Macché, non bolla!

Tutti a parlare di “bolla” della birra artigianale italiana, ma di scoppio neanche l’ombra!

bolla-birra-artigianale-italiana-birreriaQuello della presunta bolla della birra artigianale italiana è un argomento che fa gola ai catastrofisti. La volta scorsa si è parlato delle possibilità circa lo scoppio di una bolla nel mondo della birra artigianale italiana, argomento delicato che trova il sostegno di numerosi sostenitori, tra appassionati e… catastrofisti. Ma niente allarmismi. Questa bolla è tutto fuorché il crollo dell’intero sistema economico. Semplicemente, è forte e ampiamente diffuso il timore da parte di chi, ora come ora, vede mancare le basi necessarie per reggere l’intera struttura, che appare come un fragile castello di carta – piuttosto che come un palazzo dalle solide fondamenta. “Colpa” di chi ha sovrastimato le potenzialità del settore, saturando il mercato. Tale espressione  vale sia dal lato dell’offerta (produttori in genere) che dal lato della domanda (consumatori, ivi compreso il sottoscritto).

Crescono i birrifici, crescono i consumatori.

Il problema è che produzione e consumo – nonostante il graduale aumento dei consumi pro capite – non crescono parallelamente, anzi. Vi è un notevole distacco. Per intenderci, mentre il consumo procede gradatamente, come una vettura incolonnata nel traffico, la produzione viaggia spedita, di sesta in autostrada.  Inoltre, come per qualsiasi mercato, anche il settore birrario non può sfuggire alle sue dure leggi: chi lo dice che, di punto in bianco, non cambino le abitudini e la propensione al consumo degli italiani, a discapito del consumo di birra artigianale? chi lo dice che la birra artigianale, adesso tanto in voga, non si riveli una moda passeggera piuttosto che una reale scelta di gusto? Ovviamente, il crollo dei consumi non si verificherebbe dall’oggi al domani, ma le possibilità ci sono. E sono più che concrete.

Questi timori sono ormai radicati nel settore. Eppure, dopo tanti pareri sull’evoluzione del settore, e di un suo fantomatico armageddon, di bolla neanche l’ombra. Anzi: l’impressione è che la crescita sia destinata a continuare ancora. Ovviamente, questo non deve far abbassare la guardia: si sa che lo scoppio viene sempre fuori quando meno ce lo si aspetta.

A proposito della crescita del movimento birraio italiano, vorrei provare a fugare quelli che – a mio parere – sono inutili allarmismi. Badate bene: anche io sono convinto che, visto lo stato attuale delle cose, in futuro sarà inevitabile una riduzione del numero di birrifici attivi. Soprattutto perché il movimento birrario in Italia si regge su condizioni “precarie”: impianti più che sottodimensionati, cui corrispondono volumi di produzione per niente in linea con le esigenze economiche di budget. Il tutto aggravato dalle spese dell’investimento iniziale, per far fronte al quale molti ssi trovano stretti nella morsa di una spregiudicata pressione fiscale e delle leggi di mercato, dure più che mai e tanto, tanto insensibili. Ma, che si parli di bolla, è esagerato.

La riduzione del numero di produttori può essere vista piuttosto come una “scrematura”, a seguito della quale rimarranno in piedi i produttori più solidi e competitivi, la cui forza consentirà di continuare a lavorare in un settore meno denso e, quindi più profittevole. Quale sarà la discriminante di questa sorta di “selezione naturale”? A mio modo di vedere, sono tre i fattori che faranno la differenza: dimensioni produttive, efficacia della comunicazione e dell’immagine, ma soprattutto la costanza qualitativa.

E’ troppo tardi per invertire la rotta. Come si dice, ormai siamo in ballo, e dobbiamo ballare. Che il mercato, supremo giudice, faccia il suo dovere. Noi appassionati consumatori, nel frattempo, non possiamo che continuare a fare ciò che più ci piace e che, probabilmente, ci riesce meglio: bere. Dunque, in alto i boccali. Cheers!

Se vi chiedessero di immaginare il futuro della birra artigianale italiana, cosa rispondereste? quali pensate siano i fattori di successo di un birrificio/beer firm?

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